Ritardo nello sviluppo motorio: quando preoccuparsi?
Ogni bambino sviluppa le proprie competenze motorie seguendo un percorso individuale. Alcuni iniziano a camminare prima, altri hanno bisogno di più tempo; alcuni acquisiscono rapidamente nuove abilità, mentre altri procedono in modo più graduale.
Questa variabilità può portare i genitori a chiedersi: quando un ritardo nello sviluppo motorio deve essere approfondito?
Le tappe dello sviluppo rappresentano riferimenti importanti, ma non devono essere considerate scadenze rigide. L'Organizzazione Mondiale della Sanità descrive infatti vere e proprie finestre temporali di acquisizione per alcune importanti competenze motorie.
Più che confrontare il bambino con una data precisa o con i suoi coetanei, è quindi importante osservare come evolve il suo sviluppo nel tempo e il modo in cui acquisisce nuove competenze.
Che cosa si intende per sviluppo motorio?
Lo sviluppo motorio è il processo attraverso il quale il bambino acquisisce progressivamente il controllo del proprio corpo e impara a muoversi nell'ambiente.
Comprende la motricità globale, coinvolta in competenze come mantenere la posizione seduta, stare in piedi, camminare, correre e saltare, ma anche la motricità fine, necessaria per afferrare, manipolare e utilizzare gli oggetti con precisione.
Nel corso dello sviluppo evolvono inoltre:
equilibrio;
coordinazione;
controllo posturale;
organizzazione del movimento;
utilizzo coordinato delle mani;
capacità di pianificare progressivamente azioni più complesse.
Lo sviluppo motorio non avviene isolatamente: movimento, esplorazione, gioco, autonomia e interazione con l'ambiente sono strettamente collegati.
Che cosa significa "ritardo motorio"?
Si parla generalmente di ritardo nell'acquisizione delle competenze motorie quando un bambino raggiunge alcune abilità significativamente più tardi rispetto a quanto atteso per il suo sviluppo.
Questo, però, non permette da solo di stabilire la presenza di un disturbo.
Le finestre di acquisizione possono essere piuttosto ampie. Per esempio, secondo gli standard dell'OMS, il cammino autonomo può essere acquisito fisiologicamente all'interno di un intervallo relativamente esteso.
Per questo motivo, una singola tappa raggiunta più tardi non dovrebbe essere interpretata isolatamente.
È importante considerare anche:
come il bambino si muove;
quali strategie utilizza;
se continua ad acquisire nuove competenze;
se sono presenti importanti asimmetrie;
se le difficoltà coinvolgono anche altre aree dello sviluppo.
Mio figlio non cammina ancora: devo preoccuparmi?
Il cammino è probabilmente una delle tappe che genera maggiore preoccupazione nei genitori.
È importante sapere che non tutti i bambini iniziano a camminare alla stessa età.
Prima del cammino autonomo, inoltre, possono essere utilizzate modalità differenti per spostarsi e raggiungere gli oggetti.
Anche il gattonamento non deve essere considerato una tappa obbligatoria: alcuni bambini gattonano a lungo, altri utilizzano strategie differenti e altri ancora passano alla posizione eretta senza una fase evidente di gattonamento.
Piuttosto che concentrarsi esclusivamente sull'età del primo passo, è quindi utile osservare l'intero percorso motorio del bambino.
Se una competenza tarda ad arrivare o emergono dubbi sull'evoluzione complessiva, il primo riferimento resta il pediatra, che potrà valutare se sia necessario un approfondimento.
Quali segnali possono meritare attenzione?
Una normale variabilità nei tempi non significa che ogni differenza debba essere ignorata.
Alcuni elementi possono rendere opportuno un confronto professionale, soprattutto quando persistono nel tempo.
Tra questi:
difficoltà significative nell'acquisire nuove competenze motorie;
scarso controllo posturale rispetto alla fase di sviluppo;
difficoltà importanti nell'equilibrio o nella coordinazione;
utilizzo del corpo o degli arti in modo marcatamente asimmetrico;
movimenti particolarmente rigidi o, al contrario, una marcata difficoltà nel sostenere le posture;
difficoltà nella motricità fine e nella manipolazione;
frequenti cadute o difficoltà motorie che limitano il gioco e le attività quotidiane;
difficoltà nelle autonomie compatibili con l'età;
sviluppo motorio che sembra arrestarsi senza nuove acquisizioni.
Non è necessario che siano presenti tutti questi segnali. È il profilo complessivo del bambino a dover essere considerato.
La perdita di una competenza già acquisita
Un aspetto merita un'attenzione particolare: la perdita di competenze che il bambino aveva già acquisito.
Per esempio, se un bambino smette di utilizzare un'abilità motoria che precedentemente padroneggiava, è opportuno segnalarlo tempestivamente al pediatra.
La regressione di una competenza è infatti differente dal semplice raggiungimento tardivo di una tappa e richiede una valutazione medica.
Anche il CDC raccomanda di intervenire senza attendere quando un bambino perde abilità precedentemente acquisite o quando sono presenti preoccupazioni sul suo sviluppo.
Perché è importante osservare il bambino nel suo complesso?
Lo sviluppo infantile non procede attraverso compartimenti completamente separati.
Una competenza motoria permette al bambino di esplorare l'ambiente, raggiungere gli oggetti, giocare e sperimentare nuove situazioni.
Per questo, quando emerge una difficoltà motoria, è utile considerare anche il gioco, la relazione con l'ambiente, le autonomie e le altre competenze dello sviluppo.
È uno dei motivi per cui confrontare il bambino esclusivamente con una tabella di tappe può essere riduttivo.
Nel nostro approfondimento “Le tappe dello sviluppo psicomotorio da 0 a 6 anni” puoi trovare una panoramica più ampia dell'evoluzione delle competenze durante i primi anni di vita.
Cosa fare se si sospetta un ritardo motorio?
Quando un genitore nota una difficoltà persistente, è utile innanzitutto confrontarsi con il pediatra.
In base alla situazione può essere indicato un approfondimento con altri professionisti.
La valutazione neuropsicomotoria permette di osservare aspetti come:
postura e movimento;
equilibrio e coordinazione;
motricità globale e fine;
organizzazione dell'azione;
gioco;
autonomie;
modalità con cui il bambino utilizza le proprie competenze nelle attività quotidiane.
L'obiettivo non è semplicemente verificare se il bambino "rispetta una tabella", ma comprendere come sta evolvendo il suo profilo di sviluppo e individuare eventuali necessità di supporto.
Qual è il ruolo del TNPEE?
Il Terapista della Neuro e Psicomotricità dell'Età Evolutiva (TNPEE) è il professionista sanitario specificamente formato per la prevenzione, valutazione e riabilitazione nell'ambito dei disturbi neuropsichiatrici dell'età evolutiva, secondo le proprie competenze professionali.
Nel caso di difficoltà motorie, il TNPEE osserva il bambino considerando non soltanto la singola abilità, ma il modo in cui utilizza il corpo e il movimento nel gioco, nell'esplorazione, nelle autonomie e nella relazione con l'ambiente.
Quando necessario, il lavoro può essere integrato con quello del pediatra e degli altri professionisti coinvolti nel percorso del bambino.
Hai dubbi sullo sviluppo motorio del tuo bambino?
Se hai notato difficoltà nel movimento, nell'equilibrio, nella coordinazione o nell'acquisizione di nuove competenze, un approfondimento può aiutarti a comprendere meglio la situazione.
A Legàmi, la valutazione neuropsicomotoria considera il bambino nel suo sviluppo complessivo e, quando necessario, permette di individuare un percorso personalizzato in collaborazione con la famiglia e con gli altri professionisti coinvolti.
Scopri il percorso di Neuropsicomotricità di Studio Legàmi.
In sintesi
Ogni bambino può raggiungere le tappe dello sviluppo motorio con tempi differenti e una singola acquisizione più tardiva non indica automaticamente la presenza di un problema.
È più utile osservare l'andamento complessivo: se il bambino continua ad acquisire nuove competenze, come utilizza il proprio corpo e se sono presenti difficoltà significative o persistenti.
Asimmetrie marcate, importanti difficoltà di coordinazione o postura, arresto nell'acquisizione di nuove abilità e difficoltà che interferiscono con gioco e autonomie possono meritare un approfondimento.
La perdita di competenze precedentemente acquisite, invece, deve essere segnalata tempestivamente al pediatra.
In caso di dubbi, confrontarsi con un professionista permette di comprendere meglio lo sviluppo del bambino senza affidarsi esclusivamente al confronto con i coetanei o a rigide tabelle cronologiche.
Domande frequenti (FAQ)
Quando si può parlare di ritardo nello sviluppo motorio?
Quando alcune competenze vengono acquisite significativamente più tardi rispetto alle attese può essere opportuno approfondire. Tuttavia, una singola tappa non è sufficiente: è necessario considerare l'intero profilo di sviluppo del bambino.
A che età un bambino dovrebbe iniziare a camminare?
Esiste una normale variabilità. Secondo gli standard dell'OMS, il cammino autonomo presenta un'ampia finestra di acquisizione. Se il bambino tarda ad acquisirlo o sono presenti altre difficoltà, è opportuno parlarne con il pediatra.
Se un bambino non gattona ha un ritardo motorio?
Non necessariamente. Il gattonamento non è una tappa obbligatoria e alcuni bambini utilizzano modalità differenti per spostarsi prima di camminare.
Quando rivolgersi al TNPEE?
Una valutazione neuropsicomotoria può essere indicata quando emergono difficoltà persistenti nel movimento, nella coordinazione, nell'equilibrio, nella motricità fine o nelle autonomie, sulla base del quadro complessivo e delle indicazioni dei professionisti coinvolti.
Cosa fare se il bambino perde una capacità che aveva già acquisito?
È importante contattare tempestivamente il pediatra. La perdita di una competenza precedentemente acquisita merita un approfondimento e non deve essere considerata semplicemente una normale variazione nei tempi dello sviluppo.
Professionisti che si occupano di questo tema
Se desideri un percorso personalizzato, puoi rivolgerti ai professionisti di Studio Legàmi che si occupano di quest'area.

Fonti scientifiche
World Health Organization (WHO). WHO Motor Development Study: Windows of achievement for six gross motor development milestones.
World Health Organization (WHO). Child Growth Standards – Motor Development Milestones.
Centers for Disease Control and Prevention (CDC). Developmental Milestones – Learn the Signs. Act Early.
American Academy of Pediatrics. Indicazioni sulla sorveglianza e sullo screening dello sviluppo in età pediatrica.
Ministero della Salute. Profilo professionale del Terapista della Neuro e Psicomotricità dell'Età Evolutiva.



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