Le tappe dello sviluppo psicomotorio da 0 a 6 anni
- 5 giorni fa
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Nei primi sei anni di vita il bambino attraversa una fase di rapida crescita e acquisizione di nuove competenze. Impara progressivamente a controllare il corpo, muoversi nello spazio, utilizzare le mani, giocare, comunicare, diventare autonomo e relazionarsi con gli altri.
Lo sviluppo psicomotorio, però, non segue un calendario identico per tutti. Ogni bambino può raggiungere determinate competenze con tempi differenti e le singole tappe devono essere interpretate considerando il profilo complessivo dello sviluppo.
Per questo motivo, conoscere le principali tappe è utile soprattutto per osservare il bambino, non per confrontarlo rigidamente con una tabella. L'OMS utilizza infatti finestre di acquisizione per alcune importanti competenze motorie, proprio per tenere conto della normale variabilità dello sviluppo.
Che cosa comprende lo sviluppo psicomotorio?
Lo sviluppo psicomotorio non riguarda soltanto il movimento.
Comprende diverse dimensioni che evolvono in modo interconnesso:
motricità globale, come stare seduti, camminare, correre e saltare;
motricità fine, come utilizzare mani e dita con precisione;
coordinazione ed equilibrio;
capacità cognitive e percettive;
gioco e capacità di esplorazione;
comunicazione e interazione;
progressiva acquisizione delle autonomie.
L'OMS considera lo sviluppo infantile come un processo globale che coinvolge competenze motorie, cognitive, linguistiche e socio-emotive.
Da 0 a 12 mesi: scoprire il corpo e il movimento
Durante il primo anno il bambino acquisisce progressivamente un maggiore controllo del corpo.
Nei primi mesi sviluppa il controllo del capo, inizia a mantenere posizioni più stabili e impara gradualmente a utilizzare mani e braccia per raggiungere e afferrare gli oggetti.
Successivamente possono comparire competenze come:
rotolarsi;
mantenere la posizione seduta;
spostarsi autonomamente in modi differenti;
raggiungere la posizione eretta con appoggio;
iniziare a spostarsi in piedi con sostegno.
Verso la fine del primo anno alcuni bambini iniziano a compiere i primi passi con assistenza o autonomamente, ma i tempi possono variare considerevolmente. L'OMS ha documentato ampie finestre di normale acquisizione per seduta autonoma, gattonamento, stazione eretta e cammino.
Da 1 a 2 anni: movimento, esplorazione e autonomia
Nel secondo anno il bambino diventa progressivamente più autonomo negli spostamenti.
Camminare diventa più sicuro e possono comparire corsa, salire alcuni gradini, calciare una palla e nuove modalità di esplorazione dell'ambiente.
Anche la motricità fine evolve: il bambino manipola oggetti con maggiore precisione, costruisce semplici torri, scarabocchia e inizia a utilizzare alcuni strumenti con maggiore autonomia.
In questa fase il movimento è strettamente collegato all'esplorazione e al gioco. Le esperienze quotidiane permettono al bambino di sperimentare continuamente nuove possibilità motorie e cognitive.
Da 2 a 3 anni: coordinazione e prime autonomie
Tra i 2 e i 3 anni le competenze motorie diventano progressivamente più organizzate.
Il bambino può iniziare a:
correre con maggiore sicurezza;
saltare con entrambi i piedi;
salire e scendere le scale con modalità sempre più mature;
calciare e lanciare una palla;
utilizzare meglio matite e strumenti;
partecipare con maggiore autonomia alle attività quotidiane.
Anche il gioco diventa più articolato e richiede una maggiore capacità di organizzare il movimento, imitare azioni e utilizzare gli oggetti in modo funzionale.
Da 3 a 4 anni: maggiore controllo e coordinazione
Nel periodo prescolare il bambino acquisisce progressivamente un maggiore controllo del corpo e dei movimenti.
Può iniziare a stare brevemente su un piede, saltare, pedalare, utilizzare le scale con maggiore sicurezza e partecipare a giochi motori più complessi.
Anche la motricità fine continua a svilupparsi: il bambino può utilizzare forbici, disegnare forme semplici e vestirsi con un livello crescente di autonomia.
A questa età diventano inoltre sempre più importanti le competenze necessarie per partecipare alle attività della scuola dell'infanzia.
Da 4 a 6 anni: organizzazione, precisione e autonomia
Tra i 4 e i 6 anni il bambino consolida molte delle competenze acquisite negli anni precedenti.
Il movimento diventa più coordinato, preciso e intenzionale. Possono migliorare equilibrio, corsa, salto, arrampicata e capacità di partecipare a giochi organizzati.
La motricità fine assume inoltre un ruolo sempre più importante nelle attività grafiche e nelle prime esperienze che preparano agli apprendimenti scolastici.
Il bambino diventa progressivamente più autonomo nel vestirsi, utilizzare gli oggetti quotidiani e organizzare semplici attività.
Le indicazioni sui traguardi dello sviluppo utilizzate dai principali enti sanitari sottolineano comunque che queste competenze rappresentano riferimenti orientativi, non scadenze rigide.
Quando è opportuno chiedere un approfondimento?
Una differenza rispetto agli altri bambini non significa automaticamente che sia presente un problema.
È però opportuno parlarne con il pediatra o con un professionista quando si osservano difficoltà persistenti o significative, soprattutto se coinvolgono più aree dello sviluppo.
Tra i segnali che possono meritare attenzione troviamo:
difficoltà persistenti nell'acquisizione di competenze motorie;
marcate difficoltà di equilibrio o coordinazione;
movimenti particolarmente asimmetrici;
difficoltà importanti nella motricità fine;
difficoltà nelle autonomie rispetto a quanto atteso per l'età;
difficoltà che coinvolgono contemporaneamente movimento, gioco, comunicazione o relazione;
perdita di competenze già acquisite.
Quest'ultimo segnale richiede particolare attenzione e deve essere discusso tempestivamente con il pediatra. Le indicazioni sullo sviluppo infantile raccomandano infatti di non aspettare quando un bambino perde competenze precedentemente acquisite o quando una preoccupazione sullo sviluppo persiste.
Il ruolo del TNPEE nello sviluppo del bambino
Il Terapista della Neuro e Psicomotricità dell'Età Evolutiva (TNPEE) è un professionista sanitario specificamente formato per l'età evolutiva.
Il suo intervento considera il bambino nella sua globalità, integrando esperienza corporea, aspetti cognitivi, emotivi e relazionali. Il TNPEE può occuparsi di prevenzione, valutazione, terapia e riabilitazione nell'ambito delle proprie competenze, collaborando con l'équipe multiprofessionale.
Una valutazione neuropsicomotoria può quindi aiutare a comprendere meglio il profilo del bambino e a stabilire se sia sufficiente monitorare lo sviluppo o se possa essere utile un intervento specifico.
Hai dubbi sullo sviluppo del tuo bambino?
Se ti chiedi se le competenze motorie, la coordinazione, il gioco o le autonomie del tuo bambino stiano evolvendo in modo adeguato, una valutazione neuropsicomotoria può aiutarti a comprendere meglio la situazione.
A Legàmi, il TNPEE osserva il bambino considerando le diverse dimensioni dello sviluppo e, quando necessario, collabora con gli altri professionisti dell'équipe per costruire un percorso personalizzato e centrato sui suoi bisogni.
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In sintesi
Lo sviluppo psicomotorio da 0 a 6 anni comprende molte competenze: movimento, coordinazione, motricità fine, gioco, autonomie, capacità cognitive e relazionali.
Le tappe rappresentano riferimenti orientativi e non scadenze rigide. Ogni bambino segue infatti un proprio percorso di sviluppo, all'interno di una normale variabilità individuale.
È però importante prestare attenzione quando sono presenti difficoltà persistenti, differenze marcate rispetto all'evoluzione attesa o perdita di competenze già acquisite.
In caso di dubbi, il confronto con il pediatra e, quando indicato, con il TNPEE può aiutare a comprendere meglio il profilo del bambino e individuare precocemente eventuali necessità di supporto.
Domande frequenti (FAQ)
Tutti i bambini devono raggiungere le tappe dello sviluppo alla stessa età?
No. Esiste una significativa variabilità individuale nei tempi di acquisizione. Le tappe devono essere utilizzate come riferimenti generali e non come scadenze rigide.
Se mio figlio raggiunge una tappa più tardi degli altri devo preoccuparmi?
Non necessariamente. Una singola differenza non indica automaticamente una difficoltà. È più importante osservare l'evoluzione complessiva e la presenza di eventuali altri segnali.
Quali sono le principali tappe motorie nei primi anni?
Tra le principali troviamo controllo del capo, seduta autonoma, spostamenti, stazione eretta, cammino, corsa, salto e progressivo sviluppo della coordinazione. I tempi di acquisizione possono variare.
Quando rivolgersi a un TNPEE?
Può essere utile chiedere una valutazione quando sono presenti difficoltà persistenti nel movimento, nella coordinazione, nella motricità fine, nel gioco o nelle autonomie, oppure quando emergono dubbi sullo sviluppo complessivo.
La perdita di una competenza già acquisita è normale?
La perdita di una competenza precedentemente acquisita merita un confronto tempestivo con il pediatra e un eventuale approfondimento specialistico.
Professionisti che si occupano di questo tema
Se desideri un percorso personalizzato, puoi rivolgerti ai professionisti di Studio Legàmi che si occupano di quest'area.

Fonti scientifiche
World Health Organization (WHO). Motor Development Milestones.
World Health Organization (WHO). WHO Child Growth Standards.
World Health Organization (WHO). Improving early childhood development: WHO guideline.
Centers for Disease Control and Prevention (CDC). Developmental Milestones.
ANUPI TNPEE / AIFI. Il ruolo del Terapista della Neuro e Psicomotricità dell'Età Evolutiva.

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