top of page

Disturbi del linguaggio: come riconoscerli

1 set
Tempo di lettura: 5 min

Ogni bambino sviluppa il linguaggio con tempi e modalità differenti. Alcune differenze fanno parte della normale variabilità dello sviluppo, mentre altre possono indicare una difficoltà linguistica che merita un approfondimento.

Un bambino può, ad esempio, parlare poco, avere difficoltà a costruire frasi, utilizzare un vocabolario limitato oppure faticare a comprendere ciò che gli viene detto.

Ma come distinguere una normale differenza nei tempi di sviluppo da un possibile disturbo del linguaggio?

Osservare l'evoluzione delle competenze nel tempo e conoscere alcuni segnali può aiutare i genitori a capire quando è opportuno confrontarsi con il pediatra o con un logopedista.


Che cosa si intende per disturbo del linguaggio?

Il linguaggio è un sistema complesso che permette di comprendere e utilizzare parole e frasi per comunicare, raccontare, esprimere pensieri e condividere informazioni.

Una difficoltà può quindi interessare diversi aspetti.

Può riguardare il linguaggio espressivo, cioè la capacità di utilizzare parole, costruire frasi e organizzare un discorso, oppure il linguaggio ricettivo, cioè la capacità di comprendere parole, frasi e messaggi.

In alcuni bambini possono essere coinvolte entrambe le componenti.

Il disturbo dello sviluppo del linguaggio (Developmental Language Disorder – DLD) è caratterizzato da difficoltà persistenti nell'acquisizione e nell'utilizzo del linguaggio che possono influenzare la comunicazione e gli apprendimenti.

È però importante evitare diagnosi basate esclusivamente sull'osservazione di una singola difficoltà: parlare più tardi degli altri bambini non significa automaticamente avere un disturbo del linguaggio.


Quali segnali possono essere osservati nei bambini più piccoli?

Nei primi anni di vita è importante osservare non soltanto quante parole pronuncia il bambino, ma il modo in cui comunica e comprende.

Alcuni segnali che possono meritare attenzione sono:

  • acquisizione molto lenta di nuove parole;

  • vocabolario particolarmente limitato;

  • difficoltà nel combinare le parole per costruire frasi;

  • difficoltà nel comprendere semplici richieste;

  • scarso utilizzo del linguaggio per comunicare bisogni ed esperienze;

  • difficoltà che persistono nel tempo senza una progressiva evoluzione.

Le tappe dello sviluppo linguistico rappresentano riferimenti utili, ma non devono essere considerate scadenze rigide. I bambini possono raggiungere determinate competenze in momenti differenti.

Se il dubbio riguarda soprattutto un bambino che ha iniziato a parlare più tardi, può essere utile approfondire anche “Ritardo del linguaggio: quando è il momento di approfondire?”.


Quali difficoltà possono emergere con la crescita?

Quando il bambino cresce e il linguaggio diventa più complesso, alcune difficoltà possono diventare più evidenti.

Il bambino può:

  1. utilizzare frasi più semplici o grammaticalmente immature rispetto a quanto atteso;

  2. avere difficoltà a trovare le parole;

  3. faticare a raccontare un'esperienza in modo chiaro e ordinato;

  4. comprendere con difficoltà consegne articolate;

  5. avere difficoltà a spiegare pensieri o eventi;

  6. mostrare difficoltà linguistiche che interferiscono con le attività scolastiche.

Il linguaggio è infatti strettamente coinvolto negli apprendimenti. Una difficoltà persistente può avere ripercussioni sulla comprensione, sulla lettura, sulla scrittura e sulla partecipazione alle attività scolastiche.


Disturbo del linguaggio e difficoltà di pronuncia sono la stessa cosa?

No. Questa distinzione è particolarmente importante.

Il linguaggio riguarda la capacità di comprendere e utilizzare parole, frasi e significati.

La produzione dei suoni del parlato, invece, riguarda il modo in cui vengono articolati e organizzati i suoni necessari per pronunciare le parole.

Un bambino può quindi avere un linguaggio ricco e comprendere bene, ma pronunciare alcuni suoni in modo non corretto. Al contrario, può pronunciare chiaramente le parole ma presentare difficoltà nel vocabolario, nella grammatica o nella comprensione.

Per questo una valutazione logopedica non considera soltanto come parla il bambino, ma analizza le diverse componenti della comunicazione e del linguaggio.


Un bambino che parla tardi avrà necessariamente un disturbo?

No. Alcuni bambini iniziano a parlare più tardi e successivamente recuperano il divario, mentre per altri le difficoltà possono persistere.

Non è quindi sufficiente valutare il numero di parole utilizzate in un determinato momento.

È importante considerare anche comprensione, gesti comunicativi, acquisizione di nuove parole, capacità di combinare le parole e progressione nel tempo.

Proprio per questo, quando esiste un dubbio, la valutazione serve a comprendere il profilo linguistico del bambino e non semplicemente ad attribuire un'etichetta.


Il bilinguismo può causare un disturbo del linguaggio?

No. Crescere utilizzando due o più lingue non causa un disturbo del linguaggio.

Nei bambini bilingui il vocabolario può essere distribuito tra le diverse lingue e lo sviluppo deve essere interpretato considerando l'intero repertorio linguistico.

Quando è presente un vero disturbo dello sviluppo del linguaggio, le difficoltà tendono a manifestarsi nelle lingue utilizzate dal bambino, anche se possono assumere caratteristiche differenti.

Per questo la valutazione di un bambino bilingue deve tenere conto della sua storia linguistica e delle occasioni di esposizione alle diverse lingue.


Quando rivolgersi al logopedista?

Può essere utile richiedere un confronto quando le difficoltà linguistiche sono persistenti, interferiscono con la comunicazione quotidiana o sembrano non evolvere nel tempo.

La valutazione logopedica può comprendere il colloquio con i genitori, l'osservazione del bambino e l'utilizzo di strumenti specifici per analizzare aspetti come comprensione, vocabolario, grammatica, produzione e organizzazione del linguaggio.

Quando necessario, possono essere indicati ulteriori approfondimenti. Anche l'udito è un aspetto importante da considerare, perché una difficoltà uditiva può influenzare lo sviluppo del linguaggio.

Una valutazione non significa necessariamente iniziare una terapia: può anche portare all'indicazione di monitorare lo sviluppo nel tempo.


Hai dubbi sullo sviluppo del linguaggio del tuo bambino?

Se noti difficoltà nella comprensione, nell'espressione, nella costruzione delle frasi o nella comunicazione, una valutazione logopedica può aiutarti a comprendere meglio il suo profilo linguistico.

A Legàmi, i logopedisti valutano le diverse componenti della comunicazione e, quando necessario, costruiscono insieme alla famiglia un percorso personalizzato, anche attraverso il confronto con gli altri professionisti dell'équipe.


Scopri il percorso di Logopedia di Studio Legàmi.


In sintesi

I disturbi del linguaggio nei bambini possono interessare la comprensione, l'espressione o entrambe le componenti.

Parlare poco o raggiungere una tappa più tardi non significa automaticamente avere un disturbo. È importante osservare come le competenze evolvono nel tempo e considerare il profilo comunicativo del bambino nel suo complesso.

Difficoltà persistenti nel vocabolario, nella costruzione delle frasi, nella comprensione o nell'organizzazione del discorso possono indicare l'utilità di un approfondimento.

Quando emerge un dubbio, una valutazione logopedica può aiutare a distinguere una normale variabilità dello sviluppo da una difficoltà che necessita di monitoraggio o di un intervento specifico.

Domande frequenti (FAQ)

Come capire se un bambino ha un disturbo del linguaggio?

Non è possibile stabilirlo attraverso un singolo segnale. È necessario considerare età, comprensione, produzione linguistica, comunicazione e andamento dello sviluppo nel tempo. La valutazione logopedica permette di approfondire questi aspetti.


Parlare poco significa avere un disturbo del linguaggio?

No. Alcuni bambini iniziano a parlare più tardi e recuperano successivamente. Se però la difficoltà persiste o coinvolge anche comprensione e altre competenze linguistiche, può essere utile un approfondimento.


Pronunciare male alcune parole significa avere un disturbo del linguaggio?

Non necessariamente. Le difficoltà nella produzione dei suoni e quelle relative al linguaggio sono aspetti differenti, anche se possono coesistere.


Il bilinguismo può rallentare o causare un disturbo del linguaggio?

Il bilinguismo non causa un disturbo del linguaggio. Lo sviluppo deve però essere valutato considerando tutte le lingue utilizzate dal bambino e la sua storia di esposizione linguistica.


Quando portare un bambino dal logopedista?

Quando le difficoltà nella comprensione, nell'espressione o nella comunicazione persistono, non mostrano una progressiva evoluzione o interferiscono con la vita quotidiana, può essere utile richiedere una valutazione.


Professionisti che si occupano di questo tema

Se desideri un percorso personalizzato, puoi rivolgerti ai professionisti di Studio Legàmi che si occupano di quest'area.


Giulia Bogi Logopedista


Sara Astore Logopedista



Fonti scientifiche

  1. National Institute on Deafness and Other Communication Disorders (NIDCD). Developmental Language Disorder.

  2. American Speech-Language-Hearing Association (ASHA). Spoken Language Disorders.

  3. American Speech-Language-Hearing Association (ASHA). Communication Milestones.

  4. National Institute on Deafness and Other Communication Disorders (NIDCD). Speech and Language Developmental Milestones.

Commenti


bottom of page