Quando portare un bambino dal logopedista?
- 11 ago
- Tempo di lettura: 5 min
"Parla ancora poco rispetto agli altri bambini: devo preoccuparmi?"
È una domanda frequente tra i genitori. Lo sviluppo del linguaggio, infatti, non avviene nello stesso momento per tutti i bambini: esistono differenze individuali, ma anche competenze che generalmente emergono entro determinate fasce d'età.
Per questo motivo, non è necessario aspettare che una difficoltà diventi evidente a scuola prima di chiedere un parere. Una valutazione logopedica può essere utile anche semplicemente per comprendere meglio lo sviluppo del bambino e ricevere indicazioni personalizzate. Le principali società scientifiche sottolineano inoltre che le tappe dello sviluppo non devono essere utilizzate come strumenti diagnostici, ma come riferimento per capire quando è opportuno confrontarsi con un professionista.
Che cosa osservare nello sviluppo del linguaggio?
Per capire se lo sviluppo comunicativo procede in modo adeguato è importante osservare non soltanto quanto parla il bambino, ma anche come comunica.
Tra gli aspetti da considerare ci sono:
Comprensione: comprende semplici richieste e istruzioni?
Comunicazione: utilizza gesti, sguardo, vocalizzi e parole per comunicare?
Vocabolario: acquisisce progressivamente nuove parole?
Frasi: inizia a combinare le parole e a costruire frasi sempre più articolate?
Pronuncia: alcune parole risultano difficili da comprendere o molti suoni vengono sostituiti?
Interazione: cerca spontaneamente di comunicare con adulti e coetanei?
Le tappe vanno sempre interpretate considerando l'età e il profilo complessivo del bambino. Per esempio, tra 19 e 24 mesi molti bambini iniziano a utilizzare e comprendere almeno 50 parole e a combinarne due o più; tra i 2 e i 3 anni aumentano progressivamente la varietà delle parole e la complessità delle frasi.
Quali segnali possono indicare la necessità di un approfondimento?
Non esiste un singolo segnale che permetta di stabilire da solo la presenza di un disturbo.
È però opportuno chiedere un confronto professionale quando, rispetto alla fascia d'età, si osservano difficoltà persistenti o più segnali contemporaneamente.
Per esempio:
il bambino utilizza poche parole e ne acquisisce poche di nuove;
fatica a comprendere semplici richieste;
non combina le parole quando ci si aspetterebbero combinazioni più articolate;
il suo linguaggio è molto difficile da comprendere;
mostra difficoltà significative nella pronuncia dei suoni;
sembra avere difficoltà a comunicare intenzionalmente;
le competenze linguistiche sembrano essersi fermate o regredite.
La perdita di competenze già acquisite merita in particolare un confronto tempestivo con il pediatra e con i professionisti competenti.
Bisogna aspettare i 3 anni?
No. Non è necessario aspettare una determinata età per chiedere un parere.
Lo sviluppo della comunicazione inizia molto prima della comparsa delle prime parole e, nei primi anni di vita, il sistema nervoso presenta una particolare capacità di apprendimento e adattamento. Per questo un eventuale bisogno di approfondimento può essere valutato anche precocemente.
Questo non significa che ogni bambino che parla più tardi debba necessariamente intraprendere un trattamento: la valutazione serve proprio a distinguere una semplice variabilità dello sviluppo da una difficoltà che richiede attenzione.
Cosa fa il logopedista durante la valutazione?
Il logopedista è un professionista sanitario della riabilitazione che si occupa, tra gli altri ambiti, di linguaggio, comunicazione, voce e deglutizione.
Nel bambino, la valutazione può prendere in considerazione diversi aspetti della comunicazione e dello sviluppo linguistico, attraverso l'osservazione, il colloquio con i genitori e, quando indicato, strumenti di valutazione specifici.
In alcuni casi può essere utile approfondire anche l'udito, perché una difficoltà uditiva può influenzare lo sviluppo del linguaggio.
Al termine della valutazione, il professionista può indicare se è sufficiente monitorare lo sviluppo, proporre attività da svolgere a casa oppure suggerire un percorso logopedico o ulteriori approfondimenti.
E se il bambino cresce in un ambiente bilingue?
Il bilinguismo non causa un disturbo del linguaggio. Un bambino può imparare più lingue senza che questo rappresenti di per sé un fattore di rischio per lo sviluppo linguistico.
Se esiste una difficoltà linguistica significativa, questa può manifestarsi nelle diverse lingue utilizzate dal bambino. Per questo è importante valutare il suo sviluppo comunicativo nel complesso, senza attribuire automaticamente eventuali difficoltà alla presenza di più lingue.
Quando chiedere un parere?
Se qualcosa nello sviluppo comunicativo del proprio bambino preoccupa i genitori, parlarne con il pediatra o con un logopedista può essere un primo passo utile.
Non è necessario arrivare a una situazione di forte difficoltà. Una valutazione non significa automaticamente iniziare una terapia: serve innanzitutto a capire meglio il bambino e le sue necessità.
A Legàmi, il percorso viene costruito considerando le caratteristiche del bambino e, quando utile, attraverso il confronto con gli altri professionisti dell'équipe.
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In sintesi
Non esiste un'età unica alla quale tutti i bambini debbano parlare nello stesso modo. Lo sviluppo del linguaggio segue però alcune tappe che possono aiutare a individuare eventuali difficoltà.
È opportuno chiedere un approfondimento quando il bambino mostra ritardi persistenti, difficoltà nella comprensione o nell'espressione, linguaggio poco comprensibile, difficoltà comunicative significative o perdita di competenze già acquisite.
Il logopedista può valutare lo sviluppo della comunicazione e del linguaggio e aiutare la famiglia a comprendere se sia necessario un intervento oppure semplicemente un monitoraggio nel tempo.
Domande frequenti (FAQ)
A che età si può portare un bambino dal logopedista?
Non esiste un'età minima. Una valutazione può essere richiesta anche nei primi anni di vita quando emergono dubbi sullo sviluppo della comunicazione o del linguaggio.
Se mio figlio parla poco devo preoccuparmi?
Parlare poco non significa necessariamente avere un disturbo. È importante valutare anche comprensione, gesti, capacità comunicative, acquisizione di nuove parole e sviluppo complessivo.
È normale che un bambino non pronunci bene alcune parole?
Alcuni errori di pronuncia possono essere fisiologici durante lo sviluppo. Se però il linguaggio rimane difficilmente comprensibile o le difficoltà persistono, può essere utile una valutazione logopedica.
Il logopedista può valutare un bambino che non parla ancora?
Sì. La valutazione non riguarda soltanto le parole pronunciate, ma anche comprensione, intenzionalità comunicativa, gesti, vocalizzi e modalità di interazione.
Il bilinguismo può causare un ritardo del linguaggio?
No. Imparare più lingue non causa un disturbo del linguaggio. Eventuali difficoltà devono essere valutate considerando lo sviluppo comunicativo complessivo del bambino.
Hai dubbi sullo sviluppo del linguaggio del tuo bambino?
Ogni bambino segue un percorso di crescita unico. Se hai dubbi sullo sviluppo del linguaggio, una valutazione logopedica può aiutare a comprendere la situazione e, quando necessario, individuare il percorso più adatto alle sue esigenze.
Professionisti che si occupano di questo tema
Se desideri un percorso personalizzato, puoi rivolgerti ai professionisti di Studio Legàmi che si occupano di quest'area.


Fonti scientifiche
National Institute on Deafness and Other Communication Disorders (NIDCD). Speech and Language Developmental Milestones.
American Speech-Language-Hearing Association (ASHA). Developmental Milestones: Birth to 5 Years.
American Speech-Language-Hearing Association (ASHA). Communication Milestones: Age Ranges.
Centers for Disease Control and Prevention (CDC). Developmental Milestones.
Ministero della Salute. Elenco delle professioni sanitarie – Logopedista.

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